Riflettere sui benefici dell'addestramento mentale

Ieri, leggendo La felicità al di là della religione del Dalai Lama, libricino a mio parere maestoso e con un potere sintetico strabiliante, sono stato colpito da un esercizio pratico che Dalai consiglia di svolgere all'inizio di una pratica di addestramento mentale (anche detto meditazione).

Questa pratica consiste nel riflettere brevemente sulle conseguenze positive di una pratica eseguita con costanza e regolarità.
Una pratica disciplinata ad esempio:

  1. Consente di prendere una pausa dalle nostre preoccupazioni quotidiane, dal nostro fantasticare incontrollato e dai calcoli che tengono costantemente occupata la nostra mente.
  2. E' una via sicura verso una maggiore saggezza (pur sapendo che è un lungo camino e dovremmo superare molti ostacoli).
  3. Regolarizza il respiro e la frequenza cardiaca, riduce la pressione arteriosa e il tasso di glicemia, abbassa gli indici infiammatori e molto altro ancora.
  4. Può donare un senso di calma e serenità alla nostra vita (opinione personale ma penso largamente condivisibile)

Successivamente dedichiamo qualche istante di riflessione alle conseguenze causate da una pratica incostante e svogliata. Sappiamo che la negligenza verso l'addestramento mentale ci rende impotenti dinnanzi alle emozioni e ai pensieri distruttivi che, quando controllano il timone della nostra mente spazzano via ogni speranza di pace.

Un ultimo passo

Dopo aver riflettuto sui benefici della pratica e gli svantaggi del trascurarla possiamo metterli a confronto e inevitabilmente scoprire quanto la pratica sia preziosa. Ora dimoriamo qualche istante su questa conclusione per poi passare alla fase successiva della pratica: cioè lo sviluppo delle qualità interiori, oppure il dimorare nella consapevolezza del momento presente o la pratica che più preferisci.

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